sga#200909221305
L’uomo è già stato rappresentato. Ora bisogna trasformarlo, renderlo consapevole.
Ciascuno può percepire la sua reale natura osservando l’oscurità, ascoltando il silenzio, tacendo.
L’uomo è già stato rappresentato. Ora bisogna trasformarlo, renderlo consapevole.
Ciascuno può percepire la sua reale natura osservando l’oscurità, ascoltando il silenzio, tacendo.
Esprimendoci, agendo, costruendo per un significato, uno scopo, un fine, e proiettando la nostra essenza sul mondo, crediamo che l’esistenza intera in ogni sua manifestazione debba avere un significato, uno scopo, un fine.
La nostra visione del mondo è infantile
Credere che tutto quello che appare come reale sia reale è sintomatico di inconsapevolezza.
Esser convinti che la realtà sia un’altra è sintomatico di follia.
La vita è uno specchio deformante, gli uomini delle nuvole che si riflettono sulla sua superficie durante il loro mutare e svanire.
Sollevato il velo della convenzione (e della convinzione) da uno dei suoi lembi con la coda dell’occhio la realtà che vi si scorge sotto non può essere definita che surreale.