sga#200910010640
La parte, ciascuna parte, essendo emanazione diretta del Tutto, da cui proviene ed a cui torna, è il Tutto.
Per conoscere esperienzialmente il Tutto, conoscenza per necessità limitata e non-logica, essa dovrà conoscere sé stessa.
Per amare il Tutto essa non potrà che amare un’altra parte.
L’Amore tra due parti è la riconciliazione dell’Universo con sé stesso dopo il trauma della frammentazione e la conseguente dimenticanza: è il Miracolo che si compie, però, solo quando gli occhi sanno vedere nell’Atman il Brahman.

ottobre 2nd, 2009 at 16:04
Ok, ammetto la mia ignoranza, sono dovuto andare a cercare cos’è l’Atman e il Brahman, sono due bei concetti, come solo il mondo indiano sa dare, che non credo di aver capito a pieno, ma quanto mi basta per essere d’accordo con la tua affermazione. E che secondo me per quanto uno ci pensi a queste cose, ed è giusto farlo, poi la piena comprensione si ha propio con l’esperienza e le piccole (o grandi) illuminazioni che ci vengono.
Ciao
ottobre 3rd, 2009 at 09:08
Concordo: nonostante io sia uno di quelli a cui il testosterone (e l’arroganza che spesso ne deriva) fa ipotizzare che tutto sia comprensibile e gestibile attraverso la ragione e la razionalità, concordo in pieno. Ci sono cose, molte cose, per cui la ragione non basta e che sono comprensibili solo attraverso, come dici tu, l’esperienza e le piccole e grandi illuminazioni che la vita ci dà…